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Plastron, la plastica in mare rinasce attraverso l’ecodesign e la stampa 3D

Nel secondo webinar del progetto Interreg Italia–Francia, gli architetti Paola Riezzo e Davide Porta della Fondazione MEDSEA raccontano come gli scarti marini e agricoli possano diventare nuovi oggetti per lo spazio pubblico, attraverso ecodesign e manifattura additiva.

Plastron nasce con un obiettivo preciso: sviluppare un modello di economia circolare basato sul recupero della plastica intercettata lungo le coste, nei porti e in mare, e trasformarla in una risorsa utile per le comunità. 


Ecodesign come metodo e trasformazione culturale
Durante il webinar, Paola Riezzo e Davide Porta hanno sottolineato come l’ecodesign non si riduca alla scelta di materiali riciclati, ma sia un approccio sistemico, che considera l’intero ciclo di vita di un prodotto: dalla provenienza delle materie prime fino a manutenzione, riparazione e riutilizzo.

L’obiettivo non è solo progettare oggetti, ma generare nuove pratiche e comportamenti sostenibili. In questa prospettiva, l’azione non può limitarsi alla pulizia dei mari: è fondamentale intercettare la plastica prima che si disperda ulteriormente nell’ambiente, valorizzandola attraverso processi di recupero e trasformazione.

La manifattura additiva consente inoltre di localizzare la produzione, accelerare la prototipazione e ridurre sprechi e sovrapproduzione. Inoltre, offre flessibilità progettuale e favorisce la realizzazione di oggetti modulari e riparabili.


Microinterventi urbani e design per la città
La progettazione si ispira a concetti come tactical urbanism e parasitic design, con l’obiettivo di sviluppare microinfrastrutture leggere e reversibili, capaci di integrarsi nello spazio pubblico sfruttando elementi già esistenti, come pali della luce o ringhiere.
Tra le proposte in fase di sviluppo figurano rastrelliere modulari per biciclette e dispositivi per il parcheggio di monopattini, pensati anche per scuole e spazi pubblici.


Plastron e le nuove direttive europee
Il lavoro si inserisce nel quadro delle nuove linee guida europee sull’Ecodesign Regulation, che spingono verso prodotti più durevoli, riparabili e progettati per ridurre sprechi e scarti. Un cambio di paradigma che Plastron prova a tradurre in sperimentazioni concrete, promuovendo consapevolezza ambientale e partecipazione attiva e coinvolgendo comunità locali, scuole e stakeholder nel processo di trasformazione dei materiali.

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