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Edizero

Ricerca biotecnologica e lavoro corale per una architettura della pace. Questa è Edizero filiera di Industrie Verdi. Il risultato? Oltre 120 prodotti sostenibili che competono per prezzo e qualità in un mercato da sempre vorace d’acqua, terra e idrocarburi

Sentirsi parte di un luogo ma essere connessi a tutta l’intelligenza del mondo, per fortuna una risorsa che non può esaurirsi, non ha passaporto né confini”. Daniela Ducato sintetizza così la filosofia aziendale di Industrie Verdi Edizero. Imprenditrice più innovativa d’Italia secondo Fortune, insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica per meriti ambientali dal presidente Mattarella, ha accompagnato l’impresa sarda fino al successo internazionale. Il New York Times ha incluso i prodotti della rete Edizero nel novero delle innovazioni che possono salvare il pianeta.
La filosofia è prassi in Edizero: produrre biomateriali ad alta funzionalità tecnologica con gli scarti delle materie prime. Le fibre corte e disomogenee della lana, ascritte a rifiuto, non utilizzabili per i tappeti tessuti, diventano termoisolanti impiegati in geotecnica, agrotecnica, ingegneria ambientale per la cura di mare e suolo. La canapa viene trasformata in materassini isolanti per l’edilizia, che proteggono dai campi elettromagnetici e dall’anidride carbonica. I biotessili di feltro sono impiegati nelle imbottiture termiche per le aziende di arredo moda, nei sistemi letto e negli imballaggi antiurto. Il sughero, per il quale il chilometro è cortissimo, riveste tetti, pavimenti, pareti e solai, garantendo isolamento acustico e termico. Calce e terra cruda si sciolgono in pitture e rasanti ad alta prestazione. Dalle eccedenze vitivinicole nascono colori mordenti estratti per diversi usi in diversi settori. Canapatech, Edisughero, Geolana, Ortolana, Editerra, Edilatte e Terramia: i partner costruiscono la filiera, “l’architettura per la pace” di Edizero.
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A Guspini, in una delle province più povere d’Italia e d’Europa, l’espansione dello spazio e delle intelligenze, la circolarità dell’economia, si articolano in filiere, convergono nel nodo di Edizero. “Non una multinazionale ma una multirelazionale”, sottolinea Daniela Ducato. L’insieme di soggetti che operando in diversi settori collaborano e si contaminano nella creazione di un circuito industriale sostenibile. Una architettura di persone e tecniche che non domina l’ambiente, ma lo assimila e lo trasforma, diventa essa stessa natura.

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Ricerca biotecnologica e lavoro corale per una architettura della pace. Questa è Edizero filiera di Industrie Verdi. Il risultato? Oltre 120 prodotti sostenibili che competono per prezzo e qualità in un mercato da sempre vorace d’acqua, terra e idrocarburi

Sentirsi parte di un luogo ma essere connessi a tutta l’intelligenza del mondo, per fortuna una risorsa che non può esaurirsi, non ha passaporto né confini”. Daniela Ducato sintetizza così la filosofia aziendale di Industrie Verdi Edizero. Imprenditrice più innovativa d’Italia secondo Fortune, insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica per meriti ambientali dal presidente Mattarella, ha accompagnato l’impresa sarda fino al successo internazionale. Il New York Times ha incluso i prodotti della rete Edizero nel novero delle innovazioni che possono salvare il pianeta.
La filosofia è prassi in Edizero: produrre biomateriali ad alta funzionalità tecnologica con gli scarti delle materie prime. Le fibre corte e disomogenee della lana, ascritte a rifiuto, non utilizzabili per i tappeti tessuti, diventano termoisolanti impiegati in geotecnica, agrotecnica, ingegneria ambientale per la cura di mare e suolo. La canapa viene trasformata in materassini isolanti per l’edilizia, che proteggono dai campi elettromagnetici e dall’anidride carbonica. I biotessili di feltro sono impiegati nelle imbottiture termiche per le aziende di arredo moda, nei sistemi letto e negli imballaggi antiurto. Il sughero, per il quale il chilometro è cortissimo, riveste tetti, pavimenti, pareti e solai, garantendo isolamento acustico e termico. Calce e terra cruda si sciolgono in pitture e rasanti ad alta prestazione. Dalle eccedenze vitivinicole nascono colori mordenti estratti per diversi usi in diversi settori. Canapatech, Edisughero, Geolana, Ortolana, Editerra, Edilatte e Terramia: i partner costruiscono la filiera, “l’architettura per la pace” di Edizero.

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A Guspini, in una delle province più povere d’Italia e d’Europa, l’espansione dello spazio e delle intelligenze, la circolarità dell’economia, si articolano in filiere, convergono nel nodo di Edizero. “Non una multinazionale ma una multirelazionale”, sottolinea Daniela Ducato. L’insieme di soggetti che operando in diversi settori collaborano e si contaminano nella creazione di un circuito industriale sostenibile. Una architettura di persone e tecniche che non domina l’ambiente, ma lo assimila e lo trasforma, diventa essa stessa natura.

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La nostra voce dal territorio

Luca Foschi è nato a Cagliari nel 1981. Dopo la laurea in Lettere Moderne ha conseguito il diploma post universitario in giornalismo presso la London School of Journalism. Giornalista pubblicista, nel 2012 ha frequentato il Corso per inviati in aree di crisi Maria Grazia Cutuli. Nei successivi sei anni ha scritto dai principali fronti di guerra del Medio Oriente per pubblicazioni nazionali e internazionali. Nel 2018 ha portato a termine il dottorato di ricerca in Scienze Politiche presso l’università di Cagliari. Dal 2019 collabora con la Mediterranean Sea and Coast Foundation.
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Foto ©: Andrea Alvito, Maurizio Naletto

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