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"Temi per il futuro", interviste per un'economia verde

Next generation EU, o Recovery Fund, come lo chiamiamo erroneamente in Italia. E poi Farm to ForkPAC, tutti termini che rischiano di suonare astrusi, incomprensibili. Per noi e per il territorio di Maristanis. Così ci siamo messi a studiare, ma solo per chiedere poi a degli esperti di spiegarci il loro significato complesso, novità e occasioni che vengono dall’Europa”. Vania Statzu, economista ambientale e vicepresidente della Fondazione MEDSEA, racconta così la nascita di “Temi per il futuro”, la serie di interviste di approfondimento nata all’interno del progetto Maristanis, dal 2017 impegnato a promuovere la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle zone umide del golfo di Oristano. 

All’interno del progetto era stato da tempo programmata una serie di seminari e workshop, dedicati in particolar modo ad agricoltori e allevatori. Formazione e informazione in presenza che l’emergenza Covid ha reso impossibili. Al contempo, afferma Vania Statzu, “la pandemia ha cambiato il mondo, facendo in modo che l’Unione Europea decidesse per una svolta nelle tematiche ambientali e agricole, finalmente integrate in una grande visione strategica. Le direttive sulla biodiversità e la Farm to Fork, ad esempio, anticipano la Politica Agricola Comune (PAC) e la migliorano. Molti dei progetti previsti per i prossimi sette anni dovranno sottostare al criterio che lega sviluppo economico e sostenibilità ambientale”.  

Le interviste, accompagnate da un’utile sequenza di didascalie, sono già integralmente disponibili nel canale YouTube di MEDSEA. Settimanalmente poi verranno diffuse in formato ridotto sulle nostre pagine social. Analizzeranno i temi dell’economia circolare, del Green New Deal Europeo, della nuova PAC, del ruolo di produttori e consumatori nel comparto agricolo e alimentare, del tanto dibattuto Recovery Fund. A rispondere alle nostre domande saranno giornalisti, ricercatori e accademici da anni impegnati nello studio delle discipline che legano economia, ambiente e società.  

“Le recenti iniziative europee rappresentano una grande opportunità. Per la prima volta si ha l’impressione che le incongruenze delle diverse direttive siano state superate da una visione organica, un disegno che vuole costruire per il nostro continente un’economia verde”, spiega Statzu, che non esita a sottolineare quanto l’Italia e la Sardegna abbiano già saputo fare. Le nostre aziende sono fra le prime in Europa per l’impegno investito nell’agricoltura biologica e nell’economia circolare. Ma il futuro “non può essere costruito solo dall’iniziativa privata”, lo Stato deve dare il suo contributo. In passato buone e cattive pratiche si sono avvicendate, in Italia come in Sardegna. Ma ora, conclude la vicepresidente, è arrivato il momento di cambiare passo, e la classe dirigente deve farsi trovare pronta se vuol riuscire ad articolare una visione complessa che coinvolga da protagonisti tutti i soggetti interessati, e attuare così politiche d’avanguardia che rendano verdi l’economia della Sardegna, e con essa quella del golfo di Oristano”.  

 

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