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Test di Monitoraggio Incendi compiuto con successo a Santu Lussurgiu grazie alle Tecnologie IoT

Nelle foreste di San Leonardo si è compiuto a fine Aprile un significativo passo avanti nella tecnologia di prevenzione incendi. Grazie ai sensori di rilevamento pre incendio, tecnologia IoT (Internet of Things) sviluppata e donata dalla divisione Vodafone Business, in collaborazione con Extreme E, con il coordinamento della Fondazione MEDSEA, è ora possibile rilevare un potenziale incendio sul nascere e consentire alla macchina dei soccorsi di intervenire prontamente e in modo geolocalizzato. 

Circa venti sensori avanzati, sviluppati dalla compagnia tedesca Dryad, sono stati strategicamente posizionati a non oltre 100 metri l'uno dall'altro, coprendo un'area di alcuni ettari di foresta. Questi dispositivi non sono semplici sensori di fumo. Sono dotati di tecnologia in grado di rilevare una vasta gamma di cambiamenti ambientali, dal calore all'umidità, dal vapore alla temperatura. Collegati a un sensore Tree Growth Monitor sviluppato da Vodafone Business e installato nella stessa zona, questi sensori sono in grado di aumentare la precisione del rilevamento dei dati sull'area. Un sistema sofisticato di raccolta dati che è stato testato in condizioni reali per verificare la prontezza e l'efficacia del sistema di rilevamento. 

Negli ultimi mesi, i sensori della Dryad sono stati posizionati dal team MEDSEA, sotto la supervisione a distanza di Vodafone Business. Hanno raccolto e analizzato dati quotidiani essenziali, che hanno permesso loro di affinare la loro capacità di riconoscere i segnali di un incendio imminente. 

La simulazione di ieri non è stata solo un test di tecnologia, ma anche un momento di collaborazione tra diverse organizzazioni. Erano presenti i referenti MEDSEA dei progetti di riforestazione a terra, inclusi Carlo Poddi, il team specializzato dell'unità Vodafone Business Graham Arnott e Reuben Kingsland, rappresentanti di Dryad Georg Bassenge, la direzione generale della Protezione Civile della Regione Sardegna con la referente Daniela Pani, il sindaco di Santu Lussurgiu Diego Loi e la vice sindaca Francesca Citroni, alcuni volontari del corpo forestale e di vigilanza ambientali e i barracelli. 

 Il test ha dato esito positivo: in qualche decina di minuti, dopo uno scambio di informazioni e conferme tra i vari sensori - comunicanti al gateway di raccolta - il sistema ha inviato numerosi alerts. 

La protezione civile regionale, che a sua volta sta testando dei sistemi di rilevamento incendi con drone, ha inoltre esplorato le opportunità di un rilevamento incrociato sensori - droni. I primi rilevano la presenza di un potenziale incendio, i secondi riescono a dare meglio informazioni sulle dimensioni e caratteristiche dell’incendio, prima ancora dell’intervento umano. 

 “Le tecnologie come sensoristica, IoT e AI e altre stanno diventando sempre più essenziali per affrontare gli scenari dei cambiamenti climatici che ci pongono in uno stato di allerta permanente," spiega Carlo Poddi, dottore forestale e responsabile delle attività di riforestazione a terra MEDSEA. Questi strumenti rendono possibile una risposta più efficace e un adattamento alle condizioni mutevoli che minacciano i nostri ecosistemi - continua l’esperto. Quando si lavora su progetti di riforestazione, come quello che portiamo avanti con "Hope for Sennariolo", a seguito del grande incendio del Montiferru del luglio 2021, è fondamentale intervenire anche sulla prevenzione, per ridurre i tempi di reazione ed evitare situazioni di questa portata”. 

 

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