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MEDSEA Grass per ripristinare le praterie danneggiate di posidonia nel Sinis, in Sardegna

“La pandemia e le condizioni metereologiche avverse hanno creato non poche difficoltà, ma abbiamo insistito, cogliendo ogni occasione utile per portare avanti il progetto. Oggi siamo in dirittura di arrivo”, racconta Francesca Frau, biologa marina della Fondazione MEDSEA e project manager di MEDSEA GRASS in Sardegna.  
Per ricostituire l’integrità delle praterie di posidonia nell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis-Isola di Mal di Ventre è stato necessario attendere che si attenuasse la bufera delle restrizioni imposte dal Covid, e che sulle sponde del Golfo di Oristano non soffiasse il maestrale, vento di nord ovest che batte la Sardegna quasi settimanalmente.  

La prima fase del progetto MEDSEA GRASS, infatti, è stata caratterizzata da una mappatura del fondale, fondamentale per individuare le aree degradate del posidonieto. Successivamente, diverse immersioni sono state necessarie per verificare quale fosse la tecnica più adatta con cui procedere alla piantumazione. Su 300 mq del fondale saranno reimpiantate diverse migliaia di talee di Posidonia oceanica fissate al substrato da picchetti a forma di graffetta, sostegni che saranno rimossi quando la talea di posidonia avrà attecchito nel substrato. La tecnica scelta è eco-compatibile: Il materiale artificiale sarà completamente rimosso.  

“Stiamo solo aspettando le ultime autorizzazioni. Per ragioni ecologiche la piantumazione avrà luogo fra marzo e maggio 2022. Durerà circa un mese. Siamo molto soddisfatti e siamo fiduciosi che il progetto possa avere dei buoni risultati oltre che essere replicato in altre aree del Mediterraneo”, spiega Frau, riferendosi anche alla piattaforma di gestione degli ormeggi.  
A causare il degrado delle praterie, generalmente ben conservate nell’Area Marina Protetta del Sinis, sono stati anni di ancoraggi che, seppur regolamentati, spesso avvengono in modo non corretto. A partire dai primi mesi del 2022, invece, sarà possibile per i diportisti prenotare la propria boa e sapere esattamente dove poter sostare. La piattaforma, strutturata insieme al progetto Bluemooring coordinato da Blueseeds (finanziato sempre dalla Fondazione MAVA), è già online. Collegandosi, gli utenti vedranno in tempo reale la disponibilità delle boe d’ormeggio. Parte del pagamento verrò devoluta per la conservazione delle praterie.  Per lo staff dell’AMP del Sinis, partner nel progetto MEDSEAGRASS, la piattaforma costituirà anche uno strumento molto utile per la mappatura di tutte le attività che si svolgono nel vasto quadrante marino.  

“Recuperare le aree degradate è fondamentale. Posidonia ha una crescita molto lenta e spesso le aree già degradate hanno una capacità molto ridotta di ripristinarsi da sole e, se la causa persiste, potrebbero continuare a indebolire la vegetazione circostante in un fenomeno a catena”, spiega Francesca Frau. “Le praterie di Posidonia sono i polmoni del nostro mare, nursery per numerose specie animali e vegetali, smorzano le correnti e favoriscono la conservazione delle nostre spiagge, stabilizzano il sedimento e giocano un ruolo cruciale nel contrasto ai cambiamenti climatici grazie alla loro altissima capacità di stoccare il carbonio". 

Questa ed altre storie di successo nel Mar Mediterraneo nel sito di togetherforthemed.org 

Foto Posidonia © Andrea Alvito

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