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Workshop MEDSEA per scambiare le migliori esperienze di gestione delle zone umide costiere del Mediterraneo e delle aree marine protette

Il 18 gennaio 2022 si è tenuto, all’interno del progetto Interreg MED TUNE UP - Promoting multilevel governance for tuning up biodiversity protection in marine areas, il webinar sui modelli di governance delle Aree Marine Protette (AMP) del Mediterraneo.  

Obiettivo dell’incontro è stato quello di presentare i risultati ottenuti nell’ambito di TUNE UP per promuovere la sua metodologia e garantire una migliore conservazione della biodiversità delle AMP del Mediterraneo e la loro gestione sostenibile, ma soprattutto quello di creare uno spazio per lo scambio di conoscenze con gli altri progetti della MBPC, trovando sinergie per definire una strategia integrata per la conservazione della biodiversità a livello regionale. 

Il workshop è stato organizzato da MEDSEA e MedWet Initiative, col supporto di Plan Bleu in rappresentanza della Mediterranean Biodiversity Protection Community (Comunità per la Protezione della Biodiversità Mediterranea). 
Dopo i saluti e ringraziamenti iniziali degli organizzatori, si è aperta la prima sessione del workshop, moderata da Piera Pala (avvocato ambientale della fondazione MEDSEA) con gli interventi di Christos Papantos, in rappresentanza di Anatoliki, partner capofila, che ha introdotto e brevemente sintetizzato il progetto TUNE UP, e Serena Muccitelli (ricercatrice del Dipartimento di Architettura, Roma Tre University). 
Come evidenziato dagli speaker, il progetto TUNE UP raccoglie i risultati ottenuti nel progetto INTERREG Wetnet e mira a trasferire la lezione appresa sulla governance delle zone umide al mare e in particolare alle aree marine protette del Mediterraneo, applicando lo strumento innovativo del Contratto Ambientale. TUNE UP sperimenta l’utilizzo di un sistema di gestione multilivello, basato sulla collaborazione fra diversi stakeholder e focalizzato sulla gestione efficace di dieci diverse AMP. L’iniziativa conta 12 partner di sette paesi (Spagna, Francia, Slovenia, Italia, Montenegro, Albania e Grecia).  

La strategie WetNet dedicate alla conservazione degli ambienti naturali sono state trasmesse a categorie sociali che vivono intensamente l’Area Marina Protetta. Queste hanno adattato il paradigma di tutela alla specificità nel proprio contesto comunitario e ambientale, utilizzandolo poi per la stesura di una Dichiarazione d’Intenti che immagina la cura e lo sviluppo della AMP nell’immediato futuro. Nel golfo di Oristano, uno dei dieci siti pilota, a diventare avanguardia della governance integrata è stata la Consulta dei Giovani di Cabras, antichissimo centro che si affaccia sull’irripetibile patrimonio di biodiversità dell’Area Marina Protetta del Sinis-Isola di Mal di Ventre.  
Alla descrizione di TuneUp ha fatto seguito l’intervento di Flavio Monti, biologo e manager del network tecnico e scientifico di MedWet, e Pauline Malterre, biologa e policy officer di MedWet, che hanno esposto i risultati raggiunti e gli scenari futuri del progetto.  

Giancarlo Gusmaroli, ingegnere ambientale ed esperto di contratti di fiume per MEDSEA, ha guidato la successiva fase del workshop costruita come spazio per lo scambio di conoscenze con gli altri progetti della MBPC. 
Sono intervenuti Dania Abdul Malak (MBPC Community) che ha descritto alcuni degli ambiti su cui si concentra il lavoro della MBPC e ha sottolineato l’efficacia della diffusione delle best practices; Joaquim Garrabou (Spanish National Research Council | CSIC · Institute of Marine Sciences) che ha illustrato i risultati del  progetto MPA Engage e ha evidenziato l’importanza dell’approccio partecipativo all'adattamento e alla mitigazione dei cambiamenti climatici nel Mar Mediterraneo; infine e Samanta Makovac (Strunjan National Park) che ha descritto il progetto MPA NETWORKS . Fondamentali, nel definire il dinamismo che interessa le Aree Marine Protette Mediterranee, gli interventi di Loredana Mulas (delegata della Regione Autonoma della Sardegna) con il progetto POSBMED 2, Simonetta Fraschetti (Università degli Studi di Napoli Federico II) in rappresentanza del progetto AMAre + e, infine, Antonio di Franco (Stazione Zoologica Anton Dohrn, Sicily Marine Centre) con il progetto FishMPABlue 2’experience. 

Il workshop ha evidenziato la necessità di rinforzo della rete tra le AMP, e la necessità di implementare una governance integrata per il raggiungimento della quale è ormai diventato improrogabile un approccio partecipativo, accompagnato da una comunicazione più efficace tra tutti gli stakeholder in campo. Sinergia, dunque: non solo all’interno di ogni singola AMP attraverso il dialogo e la cooperazione fra tutti gli stakeholder coinvolti, ma in prospettiva fra tutte le aree marine protette, in modo che queste diventino una comunità dialogante lungo la vasta cornice delle sponde mediterranee, fari della conservazione ambientale e di un nuovo equilibrio fra attività umane e natura.  
 
 

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