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MEDSEA partecipa alla COP14 Ramsar sulle zone umide di Ginevra e racconta Maristanis

Dal 5 al 13 novembre 2022 si è tenuta a Ginevra la 14a riunione della Conferenza Ramsar sulle zone umide (COP14), in contemporanea anche a Wuhan, in Cina. All'International Conference Center di Ginevra (CICG) si sono riuniti tutti i Paesi contraenti la convenzione RAMSAR sulle zone umide, oltre 170, per ribadire l'urgenza di mettere sul campo i principi della Convenzione sulle zone umide, sulla linea della conservazione, del ripristino e della vigilanza sull’uso razionale delle zone umide. 

La fondazione MEDSEA ha partecipato come osservatore nelle sessioni in plenaria e negli eventi collaterali nell’appuntamento di Ginevra. Durante uno degli eventi collaterali dedicato alle Soluzioni basate sulla Nature nel Mediterraneo, MEDSEA ha portato alcune delle azioni più significative del progetto Maristanis, scelto come buona pratica assieme ad altre tre esperienze internazionali, i cui risultati sono stati condivisi con i colleghi di tutto il mondo.  

“Non è un caso che la Cop 14 sulle zone umide a Ginevra e a Wuhan si sia svolta in contemporanea con la COP27 sul clima di  Sharm El-Sheikh e, a seguire, ci sarà anche quella sulla biodiversità a Montréal, dal 7 al 19 dicembre. Clima, biodiversità e zone umide sono aspetti sempre più imprescindibili! - commenta Vania Statzu, vicepresidente di MEDSEA, a margine dell’evento – Salvaguardare e ripristinare le zone umide è essenziale sia per la mitigazione del cambiamento climatico – le zone umide riescono ad assorbire più di altri ecosistemi la CO2 – ma anche per l’adattamento, perché svolgono un’importante azione di barriera, soprattutto nelle zone costiere. Ed essendo ecosistemi sono resilienti e flessibili ai cambiamenti del clima e della biodiversità mentre le tradizionali infrastrutture vengono danneggiate e spesso diventano poco utili”. 
Proprio su questo tema, durante le giornate di Ginevra è stata portata una risoluzione a firma MedWet sulle “NBS”, le soluzioni basate sulla natura, tra cui le zone umide, per integrazione delle stesse nelle policy ambientali e di ripristino su scala mediterranea e globale.  

“La scienza è chiara, qualsiasi scenario per raggiungere i nostri obiettivi climatici globali significa protezione e ripristino radicali delle zone umide, l'ecosistema in più rapida scomparsa del pianeta. Le torbiere, ad esempio, sono il nostro deposito di carbonio a terra più efficiente, - ha spiegato Dr Musonda Mumba, Segretaria Generale della Wetlands Convention - dobbiamo ripristinare 25 milioni di ettari di zone umide perdute prima del 2030 per raggiungere il livello di azione di mitigazione di cui abbiamo bisogno per mantenere l'obiettivo di Parigi”. 
 
 

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