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Un modello di gestione integrata per le aree umide europee: Il progetto Maristanis si presenta al LIFE platform meeting di Burgos in Bulgaria

Da laboratorio a modello per il bacino mediterraneo, e oltre. Dopo sei anni di dialogo e lavoro a stretto contatto con il territorio il progetto Maristanis diventa fonte di ispirazione e dibattito per tutti coloro che desiderano costruire sulle coste del Mare Nostrum una nuova armonia fra uomo e ambiente, preparando l’immenso patrimonio ambientale alle sfide poste dai cambiamenti climatici. Oltre alla exchange visit prevista dal progetto ENSERES, MEDSEA è stata chiamata a raccontare Maristanis, modello di governance integrato delle aree marino-costiere nel golfo di Oristano, anche al “Life platform meeting” di Burgos, Bulgaria 
La riunione della piattaforma LIFE ha affrontato approcci innovativi alla conservazione delle zone umide costiere, degli uccelli e degli habitat. La condivisione dei modelli e delle strategie di gestione di successo ha voluto concentrarsi sui modi di replicazione, diffusione e miglioramento. Ciò nell’ottica di ripristinare gli ecosistemi degradati, come indicati dalla Strategia per la Biodiversità 2030, con particolare attenzione a tutte le misure capaci di catturare e immagazzinare carbonio e limitare l’impatto dei fenomeni atmosferici estremi innescati dal cambiamento climatico.  

Il golfo di Oristano ospita ben sei siti Ramsar, e secondo il Centro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) appartiene a quelle aree costiere mediterranee che nel 2100 potrebbero andare sommerse a causa dell’innalzamento del livello del mare. Uno scenario sfortunatamente perfetto per attuare una governance integrata che guardi al futuro. Rispondendo al focus della riunione LIFE, Vania Statzu, economista ambientale e vice-presidente MEDSEA, ha illustrato la straordinaria capacità delle zone umide nell’immagazzinamento del carbonio e la loro capacità di mitigare alluvioni e mareggiate, funzione fondamentale se si considera che molto spesso gli stagni sono accompagnati da aree urbane, eredità di antiche comunità che nei secoli hanno fondato la loro vita sulla pesca. Ripiantumare la posidonia oceanica a mare, conservare la vegetazione di stagni e paludi, come ha fatto MEDSEA con il progetto Maristanis significa proteggere gli esseri umani e le loro attività economiche.  

Ma i molti progetti di tutela e conservazione, come quelle innovative nella pesca, nell’agricoltura, nel turismo e nell’artigianato organico alle zone umide, sarebbero azioni nobili quanto frammentarie se non inserite in un quadro più ampio. Per questo, ha spiegato Statzu alla platea di Burgos, nel golfo di Oristano MEDSEA ha lavorato assiduamente per la nascita del Contratto delle Zone Umide Marino Costiere, che unisce le 10 municipalità e gli attori privati che si affacciano sul golfo in una Assemblea di Costa dove presente e futuro del territorio vengono discusse sistemicamente, evitando la dispersione che si avrebbe con le misure prese da ogni singola municipalità. Uno strumento giuridico-politico mutuato da più consolidati contratti di fiume, che MEDSEA ha avuto l’intuizione e la capacità di adattare e incastonare nella cornice mediterranea.  
Maristanis e il contratto non hanno mancato di destare interesse fra i partecipanti al LIFE platform di Burgos. In particolare, a Statzu è stato chiesto come fossero state distribuite le competenze all’interno del Contratto di Costa, e quali misure sanzionatorie esistessero per gli aderenti poco motivati. “Le competenze sono quelle di legge e noi con il Contratto ci siamo limitati a mettere a sistema e in connessione tutte le responsabilità indicate”, ha spiegato la vice-presidente MEDSEA.  “Dobbiamo tenere in considerazione nel Piano d'Azione le azioni portate avanti dai privati che hanno degli effetti positivi per la gestione del territorio. Il Contratto è un accordo volontario, non ci sono punizioni perché gli enti non sono entrati per sviluppare progetti successivamente assegnati, ma hanno preso parte per poter essere supportati nel portare a termine azioni di difficile attuazione. L’Assemblea di Costa sollecita, indirizza più che comandare e punire”.  
 
Interesse è stato mostrato anche per le strategie dedicate al turismo, le azioni mirate alla riduzione del suo impatto sull’ambiente e la promozione, attraverso il World Wetland Day, della conoscenza del territorio e dell’ecoturismo.  
“La partecipazione a questo evento è la conseguenza della fruttuosa collaborazione portata avanti con Birdlife International e MedWet in questi anni all'interno della Strategia M3 di Mava con il Progetto Maristanis”, ha commentato al termine dell’intervento Statzu. “Gli eventi di disseminazione organizzati dai nostri partner ci hanno dato una notevole visibilità internazionale da cui sono arrivate numerose opportunità come l'invito fattoci dalla Bulgaria Biodiversity Society, che ci ha permesso di confrontarci con i colleghi che stanno dall'altra parte d'Europa”.  
 

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