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Il Parco Tepilora al lavoro per progettare i percorsi naturalistici anche nell'area Ramsar

Sono in corso le attività di mappatura del Parco di Tepilora per la realizzazione dei punti di avvistamento, capanni e torrette in legno per l’osservazione dell’avifauna. Grazie a queste strutture, ci si potrà immergere nell'habitat del rarissimo Pollo sultano, del Fenicottero rosa o del Falco di palude fra i canneti e le articolate diramazioni della zona umida e degli stagni del Rio Posada, area RAMSAR di rilevanza internazionale, istituita formalmente nel 2021, con il supporto tecnico di MEDSEA Foundation. E ancora, si potranno osservare gli incantevoli prati di ninfee lungo il lento scorrere delle acque del Rio Mannu e del Posada sul versante di Lodè. Nel compendio boschivo di Usinavà a Torpè e in quelli di Crastatza e Littos a Bitti si potranno invece osservare i mufloni e i daini, l'aquila reale e quella di Bonelli, e tante altre specie di rapaci. 

Il progetto, finanziato dall'Assessorato regionale della Difesa dell'Ambiente in Sardegna, con 120mila euro sta attraversando nelle ultime settimane una fase di parziale rivisitazione nella definizione dei migliori siti di posizionamento dei punti di osservazione. Un percorso compiuto assieme agli operatori turistici, le associazioni ambientali, sportive e culturali operanti nell'area protetta, e i cittadini, che negli ultimi due mesi si sono riuniti in una serie di incontri promossi dai vertici del Parco del Tepilora. 

“Raccontare il Parco e renderlo accessibile alle diverse tipologie di visitatori non può non tenere conto anche delle indicazioni che giungono da chi vive e scopre ogni angolo della nostra zona protetta da molti anni”, spiega la direttrice del Parco, Marianna Mossa. Esistono punti talmente nascosti e difficili da raggiungere che solo pochi esperti ci possono far conoscere. Il tour informativo, appena concluso, nei quattro comuni dell'area protetta (Bitti, Torpè, Posada e Lodè) ci ha permesso di confrontarci con centinaia di cittadini che hanno condiviso esperienze e informazioni". 

I capanni verranno realizzati sia nelle aree lacustri, dove la facilità di osservazione è molto maggiore, sia per il numero di specie che popolano questi habitat, sia per la facilità con cui si possono vedere, e nelle zone di transizioni delle aree boschive dove si ha la possibilità di osservare specie faunistiche di entrambi gli ecosistemi, che si spostano da una zona all'altra.  

La realizzazione di piccole infrastrutture, come posatoi o piattaforme sull'acqua in prossimità dei capanni, aumenta le possibilità di osservazione e incentiva la presenza delle specie. In questo modo si svolge una doppia funzione: si migliorano le probabilità di fotografare gli animali e si facilita l'insediamento degli stessi, ricreando le condizioni ideali per la nidificazione o l'alimentazione - che può tra l’altro essere incentivata con la creazione di cassette nido artificiali. 

 "Le nostre comunità hanno a disposizione un patrimonio ambientale davvero unico, spesso poco conosciuto anche da chi vive sul posto. È incredibile che ci siano bittesi che non sono mai stati nelle foreste di Littos e Crastatza o torpeini che non hanno mai ammirato l'isola di Tavolara dalle cime di punta Coloredda a Usinavà. Ecco che di pari passo al nostro proporci al mondo dobbiamo fare in modo che anche gli abitanti dei paesi del Parco possano conoscere sempre di più la bellezza che li circondano", conclude Mossa.  

Foto Parco Tepilora www.parcoditepilora.it
 

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