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Ultimo report IPCC, serve cambio radicale delle abitudini energetiche, altrimenti catastrofe

“Un terribile avvertimento sulle conseguenze dell’inazione”. Così Hoesung Lee, presidente dell’International Panel for Climate Change (IPCC) ha commentato la pubblicazione della terza ed ultima sezione del poderoso report stilato dall’agenzia delle Nazioni Unite, che ha coinvolto per sette anni migliaia di scienziati da tutto il mondo. La comunità internazionale, sottolinea a più riprese il documento, ha finora fallito nell’innescare i cambiamenti richiesti. Senza un vero cambiamento di direzione le temperature globali aumenteranno di oltre 3 gradi, con conseguenze catastrofiche per tutto il pianeta.  

Il report considera quasi inevitabile un aumento delle temperature oltre l’1.5 C, come precedentemente discusso, limite che già lascia teorizzare effetti irreversibili su ecosistemi, centri urbani, infrastrutture, sicurezza alimentare. “Congelare” il riscaldamento globale, fenomeno che ha avuto inizio nel XIX secolo con il diffondersi della civiltà industriale, è possibile. Bisogna agire immediatamente sottolinea con forza il l’IPCC. Le emissioni di gas serra, che toccheranno il loro picco presumibilmente entro il 2025, possono essere dimezzate entro il 2030. “Limitare il riscaldamento globale- recita lo studio- richiederà grandi transizioni nel settore energetico. Ciò comporterà una sostanziale riduzione del consumo di combustibili fossili, elettrificazione diffusa, maggiore efficienza energetica e uso di combustibili alternativi, come l'idrogeno”. Leggi il punto di vista di MEDSEA sul tema. 

Una transizione che può andare oltre, sostiene Priyadarshi Shukla, copresidente del gruppo IPCC che ha lavorato alla terza sezione del documento: “Avere le giuste politiche, infrastrutture e tecnologie in atto per consentire cambiamenti al nostro stile di vita e ai comportamenti può portare un 40-70% di riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2050. L'evidenza mostra anche che questi cambiamenti nello stile di vita possono migliorare la nostra salute e il nostro benessere”.  
Deve essere dunque eliminato l’impiego del carbone e ridotto di almeno un terzo quello di metano. È necessario preservare le foreste, ma anche una massiva piantumazione di nuovi alberi non può compensare le emissioni di combustibili fossili. Tutti i settori dell’economia devono cambiare radicalmente le proprie “tradizioni” energetiche, sposando tecnologie innovative come il combustibile a idrogeno e la cattura e stoccaggio del diossido di carbonio. Il percorso che conduce alla neutralità climatica richiede investimenti sei volte maggiori di quelli attualmente messi a disposizione, tanto che il segretario generale dell’ONU Guterres ha ammonito duramente: “Alcuni stati e compagnie dicono una cosa, ma ne fanno un’altra. Per farla semplice, mentono. E i risultati saranno catastrofici”. 
 
 

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