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Blue Waves: come adattarsi ai cambiamenti climatici?

A Blue Waves, l’evento MEDSEA sull’economia circolare per il mare e l’ambiente in Sardegna, quest’anno dedicato ai cambiamenti climatici e alle possibilità di adattamento per territori e imprese è intervenuta Margaretha Breil, urbanista esperta di cambiamenti climatici nelle città e di come si possono affrontare, dal CMCC, Centro euromediterraneo per i cambiamenti climatici.

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Sulle precipitazioni, il Mediterraneo, come abbiamo visto, “si scalda molto più velocemente degli altri mari, - spiega Breil - dando seguito a fenomeni di incameramento di energia eccessivi che, a contatto con l’atmosfera, portano a bombe d’acqua con piogge intense: il tema quindi è come raccogliere l’acqua in questi momenti, considerata la diminuzione delle precipitazioni e sul tema dell’agricoltura che ha bisogno costantemente di acqua per irrigare”. 

“I trend sono abbastanza chiari per i prossimi 20 anni. Possiamo sperare che le politiche per il taglio delle emissioni di gas clima alteranti (CO2, metano…) cambino il corso degli eventi – spiega l’esperta – ma se questo non dovesse succedere, potremmo innescare un trend irreversibile che porterà a temperature molto più alte e che cambierà l’aspetto non solo della Sardegna, ma di tutto il Mediterraneo e del resto del mondo”. Vedi gli ultimi dati dell’IPCC, il panel intergovernativo che monitora i cambiamenti climatici.

L’estate 2022 ha portato già evidenti i segni di questo cambiamento, con una media di 2° sopra la media registrati in Italia, ondate di calore e notti tropicali con bassa o nulla escursione termica tra il giorno e la notte, con una stima annuale del +25% della mortalità di anziani in Italia, secondo i dati riportati dal Ministero della Salute.

Sulle misure di adattamento possibili e già in uso, oltre alla necessità, se non obbligo, di ridurre le emissioni di CO2 il più possibile: le infrastrutture “grigie” – infrastrutture di protezione, come le Thames Barrier che si trovano a Londra per arginare le inondazioni del Tamigi; quelle “verdi e blu” che riguardano la riforestazione urbana, rurale, marina; le “soft” che riguardano le raccomandazioni e precauzioni alla popolazione; quelle “climate proofing” che dovrebbero riguardare tutte le nuove infrastrutture affinché considerino i livelli di resistenza agli eventi estremi, come alluvioni o inondazioni.  Un esempio di infrastrutture disegnate per reggere ai cambiamenti del clima è la Copenaghen, che ha inserito un gradino per l’accesso alla metro e creato dal 2014 dei quartieri resilienti al cambiamento climatico, come il progetto del Østerbro Climate Resilient Neighbourhood.

 

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Autore e fonte: Metroselskabet

A livello di infrastrutture private, pareti impermeabili, porte e sbarre di sicurezza all’ingresso per impedire l’accesso dell’acqua, così come la progettazione di prese e apparecchi elettrici nella parte alta della casa, sono certamente soluzioni efficaci e accessibili a tutti per adattarsi al cambiamento climatico.

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