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"Transizione ecologica come passaggio economico e sociale", l'appello alla conferenza degli economisti dell'ambiente a Cagliari

Sviluppo economico e tutela ambientale possono e devono trovare un equilibrio. A ribadirlo la Conferenza Annuale degli Economisti Italiani dell’Ambiente e delle Risorse (IAERE), ospitata a Cagliari dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali il 21 e 22 aprile. “L’economia ambientale è una disciplina ancora poco conosciuta, ma diventa cruciale in un momento storico come questo, in cui più di ogni altra cosa è richiesta una sintesi fra le istanze della natura e la tensione allo sviluppo” spiega Vania Statzu, vice-presidente MEDSEA e membro dell’IAERE.  
Oltre metà del PIL mondiale deriva da attività economiche legate all’ambiente: pesca, agricoltura, turismo, costruzioni. La necessità di ricostruire un’armonia è espressa anche dalla Direttiva 2030 dell’Unione Europea sulla Biodiversità, che apre la sua analisi con dei chiari dati economici. Senza una natura in piena salute l’economia è destinata a fermarsi.  

Carlo Carraro, rettore Emerito e professore presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, membro dell’IPCC e uno dei maggiori esperti di cambiamento climatico in Italia, ha rinnovato nella sua lectio cagliaritana l’invito a interpretare la transizione ecologica anche come passaggio economico e sociale. Le due anime della transizione non possono essere disgiunte, pena un insostenibile fallimento. Come dimostrato dagli ultimi dati dell’IPCC, la Terra rischia di vedere in cento anni la sua temperatura media salire di oltre 3 gradi: una catastrofe per tutte le forme di vita. “Dobbiamo mobilitare la società, non lasciare nessuno fuori dal processo” ha affermato con convinzione Carraro.  

La due giorni cagliaritana, che MEDSEA ha attivamente contribuito a organizzare, ha fatto da cornice anche alla prima Conferenza delle Associazioni di Economia dell’Ambiente del Mediterraneo (MED-IAERE), primo evento pubblico di scambio e condivisione tra economisti dell’ambiente del Nord e del Sud del Mediterraneo con la finalità di costruire una visione comune ed un comune supporto alla transizione ecologica. Non a caso, questo evento ha visto anche una tavola rotonda aperta ai programmi di cooperazione euromediterranea. 

Alla poster-section ad essi dedicata MEDSEA ha preso parte raccontando due progetti, “MedArtSal” e “BLUEfasma”, impegnati rispettivamente ad incentivare la rivitalizzazione sostenibile delle saline artigianali e l’economia circolare nei settori della pesca e dell’acquacoltura. “Molti fra i visitatori sono rimasti colpiti dalle due anime di MEDSEA”, racconta Vania Statzu. “Mentre in BLUEfasma, in cui eravamo external expert dell’International Marine Center di Torregrande, abbiamo svolto un lavoro di ricerca, in MedArtSal abbiamo agito concretamente nell’implementazione di un nuovo modello di recupero e rilancio di un mestiere antichissimo, in chiave sostenibile. Una natura accademica capace di declinarsi nella concretezza del mondo, caratteristiche rare in una istituzione che partecipa ai progetti europei ed è già stata inclusa in due Horizon (oltre a due ENI CBC MED, un Interreg MED e un Interreg PO Marittimo Italia-Francia): questo ha stupito maggiormente i tanti venuti a chiedere dei due progetti e della Fondazione MEDSEA”.  

Ancor più stimolanti, da questo punto di vista, le prospettive nate dalla conferenza MED-IAERE. Le organizzazioni che lo compongono si sono reciprocamente impegnate a dare vita ad un appuntamento stabile che possa diventare un punto di riferimento per l’economia dell’ambiente anche fuori dall’accademia. Un gruppo capace non soltanto di convergere nei progetti, ma di diventare un punto di riferimento per le politiche riguardanti il futuro dell’area euromediterranea.  

 

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