Quando il Pacifico parla al resto del mondo
Cos'è El Niño e come funziona
- gli alisei soffiano da est verso ovest;
- l'acqua calda si accumula verso Indonesia e Australia;
- lungo le coste del Sud America risalgono acque profonde fredde e ricche di nutrienti.
- gli alisei si indeboliscono;
- l'acqua calda accumulata nel Pacifico occidentale si sposta verso il centro e l'est del bacino;
- l'atmosfera reagisce modificando la distribuzione delle precipitazioni e delle temperature su vasta scala.
Un fenomeno senza orologio
- venti tropicali;
- correnti oceaniche;
- onde interne dell'oceano;
- differenze di pressione atmosferica;
- accumulo e rilascio di energia termica.

Un secolo di El Niño: gli eventi più intensi
Osservando gli ultimi cento anni emerge una successione irregolare di eventi. Tra i più importanti ricordiamo:
|
Evento |
Intensità |
|
1957-58 |
Forte |
|
1965-66 |
Moderato-Forte |
|
1972-73 |
Forte |
|
1982-83 |
Molto forte |
|
1986-87 |
Moderato-Forte |
|
1991-92 |
Moderato |
|
1997-98 |
Molto forte |
|
2002-03 |
Moderato |
|
2009-10 |
Forte |
|
2015-16 |
Molto forte |
|
2023-24 |
Forte |
I tre eventi considerati generalmente i più intensi dell'epoca moderna sono:
- 1982-83
- 1997-98
- 2015-16
e molti climatologi considerano il 2023-24 uno degli eventi più rilevanti dell'ultimo ventennio.
La Niña: la sorella meno famosa di El Niño
Se El Niño rappresenta la fase calda dell'ENSO, La Niña rappresenta la fase opposta.
Durante La Niña:
- gli alisei si rafforzano;
- l'acqua calda si accumula ulteriormente verso Australia e Indonesia;
- aumenta la risalita di acque fredde lungo le coste del Sud America;
- il Pacifico orientale diventa più freddo della media.
Anche La Niña influenza il clima globale, spesso in modo opposto a El Niño:
- maggiori precipitazioni in Australia;
- condizioni più secche in parte del Sud America;
- diversa distribuzione delle tempeste tropicali;
- variazioni delle temperature globali.

Negli ultimi anni il pianeta ha attraversato una rara tripla La Niña consecutiva tra il 2020 e il 2023, un evento osservato solo poche volte negli ultimi settant'anni. È importante sottolineare che La Niña non annulla il cambiamento climatico. Anche durante gli anni di La Niña più recenti la temperatura media globale è rimasta tra le più elevate mai registrate.
El Niño e cambiamento climatico: qual è il legame?
Questa è probabilmente la domanda più importante. La risposta scientificamente corretta è più sfumata di quanto spesso venga raccontato. Quello che sappiamo con certezza è che El Niño esiste da migliaia di anni che non è stato creato dalle attività umane né dal riscaldamento globale.
Quello che non sappiamo ancora invece è che non esistono prove definitive che il cambiamento climatico stia aumentando il numero totale degli eventi El Niño. La variabilità naturale del sistema è così elevata da rendere difficile distinguere un eventuale segnale antropico dal "rumore" naturale. Molti
modelli climatici suggeriscono che un oceano più caldo possa favorire eventi ENSO più intensi o con caratteristiche differenti rispetto al passato.
Anche se El Niño non cambiasse affatto, i suoi effetti oggi sarebbero più forti. Il motivo è semplice:
- gli oceani sono più caldi;
- l'atmosfera contiene più energia;
- l'atmosfera contiene più vapore acqueo.
Di conseguenza, quando si verifica un forte El Niño, esso agisce su un sistema climatico già alterato dal riscaldamento globale.
Gli effetti sul clima globale
El Niño modifica la posizione delle grandi aree di convezione tropicale e delle correnti atmosferiche.

Gli effetti più noti comprendono:
Piogge e alluvioni
- Perù
- Ecuador
- California occidentale
Siccità
- Australia
- Indonesia
- Africa australe
Ecosistemi marini
- crolli temporanei della produttività della pesca;
- sbiancamento dei coralli;
- alterazioni delle catene alimentari marine.
Temperature globali
Molti degli anni più caldi mai registrati coincidono con eventi El Niño particolarmente intensi.
El Niño influenza anche il Mediterraneo?
Arriviamo alla domanda che interessa maggiormente il pubblico europeo: qual è il legame con il Mediterraneo?
La risposta è sì, ma in modo molto meno diretto rispetto alle regioni tropicali. La comunità scientifica parla di teleconnessione, cioè di un collegamento climatico a lunga distanza. Tuttavia il segnale ENSO in Europa è relativamente debole e viene spesso mascherato dalla variabilità atmosferica dell'Atlantico settentrionale, in particolare dalla North Atlantic Oscillation (NAO).

Per questo motivo non è corretto affermare: "C'è El Niño, quindi in Sardegna succederà questo." Più corretto dire: "El Niño modifica le probabilità di alcune configurazioni atmosferiche che possono influenzare anche il Mediterraneo."
Quali effetti può avere per la Sardegna?
La Sardegna si trova in una delle regioni che la letteratura internazionale definisce climate hotspot mediterraneo. Negli ultimi decenni l'isola ha sperimentato:
- aumento delle temperature medie;
- maggiore frequenza delle ondate di calore;
- eventi pluviometrici estremi;
- crescente stress idrico.
In questo contesto, un forte El Niño può rappresentare un ulteriore fattore di amplificazione del rischio climatico. I possibili effetti indiretti includono:
- estati più lunghe;
- aumento dell'evaporazione;
- riduzione delle risorse idriche;
- maggiore rischio incendi;
- incremento delle ondate di calore marine;
- precipitazioni meno frequenti ma più intense.

Naturalmente nessuno di questi effetti può essere attribuito esclusivamente a El Niño, ma esso può contribuire a modificare il contesto climatico nel quale si manifestano.
Uno sguardo al futuro
Nel giugno 2026 l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) ha indicato una probabilità molto elevata di sviluppo di un nuovo episodio El Niño nei mesi successivi. Le previsioni suggeriscono la possibilità di un evento forte, con potenziali effetti globali significativi. Questo non significa che si verificheranno automaticamente catastrofi climatiche. Significa però che il sistema climatico globale continua a essere influenzato dall'interazione tra variabilità naturale e cambiamento climatico antropogenico.
Conclusioni
El Niño rappresenta una delle più straordinarie dimostrazioni dell'interconnessione del sistema Terra.
Nasce nel Pacifico tropicale, ma può influenzare il clima di continenti lontanissimi. È un fenomeno naturale, antico e irregolare, che continua a sfidare la capacità di previsione degli scienziati. La questione centrale oggi non è se El Niño esista a causa del cambiamento climatico: sappiamo che non è così. La vera domanda è: “quanto un oceano globale sempre più caldo stia modificando il comportamento di El Niño e amplificando i suoi effetti.”
È una delle frontiere più importanti della climatologia moderna e una delle chiavi per comprendere il futuro climatico del Mediterraneo

- World Meteorological Organization – ENSO Overview
- NOAA Climate.gov – ENSO Portal
- NOAA NCEI – ENSO Monitoring
- Benassi et al. (2021), El Niño teleconnection to the Euro-Mediterranean late winter climate.
- Rodríguez-Fonseca et al. (2016), A Review of ENSO Influence on the North Atlantic.
- IPCC AR5, Chapter 14 – Climate Phenomena and their Relevance for Future Climate Change.
- MedECC (2020), Changes in the Future Summer Mediterranean Climate

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