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Mona Khalil: una vita dedicata al mare, spezzata dalla guerra

La voce di Mona Khalil, custode delle tartarughe marine del Libano meridionale, si è spenta sotto le bombe. 

Per oltre vent’anni Mona ha dedicato la propria vita alla protezione delle tartarughe marine sulle spiagge di Mansouri, nel Libano meridionale. Ha trasformato l’Orange House in un luogo unico nel Mediterraneo: un centro di conservazione, educazione ambientale, accoglienza e speranza.

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Mona Khalil in Mansuri, Lebanon, in 2004.
Credits: Joseph Barrak/Agence France-Presse — Getty Images

Chi ha lavorato per la tutela del mare nel Mediterraneo conosceva Mona.

Conosceva la sua energia, la sua determinazione e la sua capacità di unire persone diverse attorno a una causa comune: proteggere la natura e costruire un futuro migliore per le comunità costiere.

Il 4 giugno un bombardamento israeliano ha colpito l’Orange House. Mona è rimasta gravemente ferita. Dopo giorni di lotta tra la vita e la morte, il 20 giugno ci ha lasciato.

Aveva 76 anni.

Non era una combattente.

Non era una dirigente politica.

Non rappresentava una minaccia per nessuno.

Difendeva tartarughe marine. 

La sua casa era conosciuta in tutto il Mediterraneo come un simbolo di conservazione della biodiversità, dialogo e impegno civile. Eppure nemmeno questo è bastato a proteggerla.

Per chi ha avuto il privilegio di collaborare con lei, la sua morte rappresenta molto più della perdita di una straordinaria ambientalista. Rappresenta la perdita di una parte del Mediterraneo che crede ancora nella cooperazione, nella convivenza e nella capacità delle persone di costruire ponti anziché muri.

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Mona Khalil and members of the Orange House on the way to release baby sea turtles on a beach in Lebanon, in 2018.

Credits: Jamal Saidi/Reuters

Oggi piangiamo un’amica, una collega e una delle più autorevoli custodi delle tartarughe marine del Mediterraneo. 

Ma oggi proviamo anche indignazione.

Perché nessuna guerra può giustificare la morte di una donna che ha dedicato la propria esistenza alla tutela della natura e delle comunità locali.

Alla famiglia di Mona, ai suoi amici, ai volontari dell’Orange House, ai colleghi dell’Area Marina Protetta di Tiro e a tutta la comunità della conservazione libanese, con la quale MEDSEA collabora sin dalla sua nascita, va il nostro abbraccio.

Il Mediterraneo ha perso una delle sue voci più belle.

Noi non la dimenticheremo.

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