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Il progetto CRESO si riunisce a Nizza: MEDSEA presenta una tabella di marcia dai rischi climatici all’azione costiera

Il progetto Interreg Marittimo CRESO ha riunito i propri partner a Nizza il 5 giugno 2026 per un incontro di un’intera giornata dedicato alla presentazione del primo anno di lavoro su un approccio transfrontaliero all’adattamento ai cambiamenti climatici lungo le coste del Mediterraneo. Organizzato dalla Métropole Nice Côte d'Azur presso il Centre Universitaire de la Méditerranée, l’incontro ha riunito ricercatori, agenzie tecniche e attori territoriali per condividere i progressi compiuti nella comprensione dei rischi costieri, nella valutazione delle vulnerabilità e nello sviluppo di strumenti e protocolli comuni per l’azione.

La giornata si è aperta con gli interventi di Félix Gravel, direttore dell’Ambiente della Métropole Nice Côte d’Azur, e di Laure Verneyre, direttrice del Cerema Méditerranée. L’Università di Genova (UNIGE), capofila del progetto CRESO, ha dato il tono alla giornata sottolineando la necessità di andare oltre le risposte puramente tecniche per orientarsi verso soluzioni integrate fondate sulla scienza, l’ingegneria e approcci basati sulla natura. Il progetto è strutturato attorno a tre pacchetti di lavoro: caratterizzazione e proiezione dei rischi costieri nel contesto dei cambiamenti climatici; identificazione dei territori costieri a rischio attraverso l’analisi di vulnerabilità; elaborazione di un piano d’azione condiviso per tali territori. Il CRESO copre l’intera area di Interreg Marittimo, con particolare attenzione ai siti pilota di Nizza, Ajaccio, Cagliari, Genova e Livorno.

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MEDSEA: Trasformare la conoscenza dei rischi in decisioni operative

Tra le presentazioni della giornata, il nostro cofondatore Alessio Satta ha illustrato un quadro metodologico condiviso per passare dall’analisi dei rischi climatici al processo decisionale operativo, un lavoro concepito come una componente lungimirante a conclusione del progetto, volta a mettere in pratica le conoscenze generate dal CRESO.

La presentazione è partita da una chiara constatazione: i dati scientifici esistono, così come gli strumenti, ma il collegamento tra conoscenza e processo decisionale rimane insufficientemente strutturato. Per colmare tale divario, MEDSEA ha proposto un protocollo in cinque fasi, concepito per supportare i territori costieri nel tradurre la diagnosi dei rischi in decisioni concrete:

  • Comprendere i rischi in gioco per un determinato territorio.
  • Valutare il margine di manovra, identificando sia gli ostacoli che le leve a disposizione degli attori locali.
  • Definire obiettivi chiari, elaborati attraverso un processo partecipativo e allineati ai documenti di pianificazione esistenti.
  • Selezionare e dare priorità alle misure di adattamento, organizzate in un portafoglio strutturato e gerarchizzato.
  • Rendere le scelte attuabili, assegnando a ciascuna misura un responsabile, una tempistica e una fonte di finanziamento.

 

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I risultati attesi da questo lavoro sono triplici. In primo luogo, MEDSEA mira a produrre scenari di rischio sufficientemente dettagliati da guidare l’azione a livello di quartiere, strada o singola infrastruttura. In secondo luogo, il quadro di riferimento cerca di costruire un percorso decisionale condiviso che colleghi comuni, autorità metropolitane, regioni, governo nazionale e gestori delle infrastrutture, tutti operanti sulla base di dati comuni e accessibili.

Infine, l’approccio mira a quantificare meglio i costi dell’inazione — perdite economiche, degrado delle spiagge e danni alla biodiversità e alle infrastrutture — rafforzando le ragioni a favore dell’adattamento e contribuendo a sbloccare i finanziamenti europei necessari per l’attuazione.

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Un quadro condiviso dei rischi costieri

I contributi dei partner del consorzio sono proseguiti nel corso della giornata, arricchendo il dibattito con prospettive diverse e competenze complementari.

L’Università di Genova ha presentato una serie di dati meteo-marini regionali relativi a un arco temporale di 45 anni (1979–2023) e proiezioni climatiche fino al 2100, che alimentano modelli di inondazione ad alta risoluzione per siti pilota come Nizza. 

ISPRA ha presentato un innovativo geodatabase transfrontaliero che combina dati relativi alla linea di costa, alle spiagge e alle strutture costiere per monitorare l’erosione e i cambiamenti morfologici tra il 2000 e il 2020. 

Cerema ha presentato un indicatore di rischio costiero che combina l’esposizione fisica con la vulnerabilità socio-economica, mappato su una griglia dettagliata di 200 x 200 metri. 

SIGMA NL ha discusso i metodi per stimare il valore monetario degli impatti climatici meno visibili sul benessere, compreso il costo dell’inazione per ecosistemi quali le praterie di posidonia. 

Infine, l’agenzia di pianificazione corsa AUE ha condiviso una prima diagnosi socio-economica della baia di Ajaccio, evidenziando l’elevata esposizione del territorio ai rischi climatici insieme a significative vulnerabilità sociali ed economiche.

Uno sguardo al futuro

L’incontro di Nizza ha segnato un primo importante traguardo per il CRESO, consolidando i metodi sviluppati finora, i loro attuali limiti e il lavoro ancora da svolgere. Con il suo quadro operativo e orientato all’azione, il contributo di MEDSEA si distingue come ponte tra i risultati scientifici del CRESO e le decisioni concrete che i territori costieri del Mediterraneo dovranno prendere nei prossimi anni.

CRESO (Valutazione dei rischi costieri e socio-economici di fronte ai cambiamenti climatici) è un progetto marittimo Interreg Marittimo IT-FR che riunisce partner francesi e italiani per sostenere l'adattamento ai cambiamenti climatici lungo le coste del Mediterraneo. Esplora il progetto 

 

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