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Ripristino della Posidonia: 15 raccomandazioni ARTEMIS per accompagnare l'Italia e il Mediterraneo nell'attuazione della Nature Restoration Law 

Il ripristino delle praterie di Posidonia del Mediterraneo, e delle fanerogame più in generale, deve passare da progetti pilota frammentati a interventi strutturali, di lungo periodo e su larga scala, sostenuti da una governance efficace e da finanziamenti stabili. È questo il messaggio centrale del nuovo rapporto pubblicato nell'ambito del progetto Interreg Euro-MED ARTEMIS, di cui l'Italia è protagonista con due siti pilota:  l'Area Marina Protetta Capo Testa – Punta Falcone, nel nord della Sardegna e  il Golfo di Panzano, nell'area di Monfalcone (Friuli Venezia Giulia). Tra i partner italiani del progetto figurano ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, la Fondazione MEDSEA e il Comune di Monfalcone. Mentre ISPRA monitora uno dei più longevi trapianti di Posidonia oceanica del Mediterraneo condotto a Ischia, fondamentale come riferimento scientifico per i nuovi interventi di restauro, MEDSEA e il Comune di Monfalcone guidano due siti pilota del progetto dedicati al ripristino rispettivamente di Posidonia oceanica in Sardegna nell’Area Marina Protetta Capo Testa Punta Falcone - partner associato di progetto - e di Cymodocea nodosa nel Golfo di Panzano. 

Il documento appena pubblicato, intitolato "Accelerating Seagrass Restoration and Finance", analizza gli aspetti ecologici, normativi e finanziari del ripristino di uno degli ecosistemi marini più preziosi del Mediterraneo, le praterie di Posidonia oceanica, e propone 15 raccomandazioni operative per trasformare gli obiettivi politici in azioni concrete.
Le praterie di Posidonia oceanica forniscono servizi ecosistemici essenziali: ospitano una straordinaria biodiversità, proteggono le coste dall'erosione e contribuiscono in modo significativo allo stoccaggio del carbonio. Nonostante decenni di politiche e interventi di conservazione, continuano però a subire un progressivo degrado a causa dello sviluppo costiero, dell'ancoraggio delle imbarcazioni e degli effetti del cambiamento climatico.

Il rapporto arriva in un momento particolarmente strategico: gli Stati membri sono infatti chiamati a predisporre i propri Piani Nazionali di Ripristino nell'ambito del Regolamento europeo sul Ripristino della Natura (Nature Restoration Law), con una prima bozza da presentare alla Commissione europea entro il 1° settembre 2026. Nel caso dell’Italia, questo passaggio assume un rilievo ancora maggiore alla luce dell’ampia estensione delle aree marine e costiere protette, che rappresentano un patrimonio decisivo per la tutela della biodiversità, la resilienza degli ecosistemi e l’attuazione di interventi su larga scala di ripristino della Posidonia oceanica.

Le raccomandazioni sono state inoltre al centro del recente policy roundtable "From Meadows to Markets: Advancing Seagrass Restoration and Sustainable Financing", organizzato dal progetto ARTEMIS, contribuendo al dibattito sull'attuazione della Roadmap europea verso i Nature Credits, la nuova iniziativa della Commissione europea dedicata alla valorizzazione degli interventi di ripristino della natura.
Basandosi sulle esperienze maturate nei siti pilota di Italia, Grecia e Spagna, con attività di ripristino delle praterie sommerse in ognuno di questi siti, il rapporto individua le principali criticità che oggi limitano il ripristino delle praterie di Posidonia oceanica, evidenziando lacune nella governance, nei sistemi di autorizzazione e nei meccanismi di finanziamento, e propone soluzioni concrete per superarle.

Sebbene il ripristino degli ecosistemi marini stia assumendo un ruolo sempre più centrale nelle politiche europee, la sua attuazione rimane frammentata. Procedure autorizzative non uniformi, standard tecnici ancora poco condivisi e sistemi di monitoraggio eterogenei continuano infatti a ostacolare interventi su larga scala.
Il documento sottolinea inoltre come il recupero delle praterie di Posidonia oceanica richieda investimenti di lungo periodo. I finanziamenti europei e nazionali rappresentano oggi la principale fonte di sostegno, ma risultano spesso incompatibili con i tempi ecologici necessari affinché gli ecosistemi si rigenerino completamente. Anche considerando il contributo di fondazioni, donatori e investimenti privati, le risorse disponibili restano significativamente inferiori rispetto al fabbisogno stimato.
Per affrontare queste criticità, il rapporto presenta 15 raccomandazioni politiche, articolate in quattro ambiti prioritari:
  • rafforzare la governance e la pianificazione strategica;
  • migliorare la capacità di attuazione degli interventi;
  • garantire finanziamenti pubblici stabili e di lungo periodo;
  • sviluppare strumenti credibili di finanza privata a supporto del ripristino.
Tra le proposte principali, il documento invita i Paesi del Mediterraneo a elaborare Piani Nazionali di Ripristino ambiziosi e fondati su solide evidenze scientifiche, a definire quadri normativi specifici per il recupero della Posidonia oceanica, a rafforzare la pianificazione dello spazio marittimo e il ruolo delle aree marine protette e a integrare le praterie di fanerogame marine nelle politiche climatiche e sul blue carbon. Il successo degli interventi, evidenzia il rapporto, dipenderà anche dal coinvolgimento degli stakeholder, dalla qualità delle conoscenze scientifiche e dal rafforzamento delle competenze istituzionali.

Il rapporto ribadisce infine che il finanziamento pubblico dovrà continuare a rappresentare il pilastro della strategia europea per il ripristino degli ecosistemi, anche nel quadro dei negoziati sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale dell'Unione europea 2028-2034. Allo stesso tempo, strumenti complementari di finanza privata potranno contribuire a mobilitare nuove risorse, purché supportati da regole chiare, sistemi di monitoraggio rigorosi e adeguate garanzie di integrità ambientale.
In questa direzione, il progetto ARTEMIS ha sviluppato e sperimentato un modello di Posidonia Credit, dimostrando come la finanza privata possa contribuire al ripristino delle praterie marine, a condizione che siano garantiti elevati standard di monitoraggio, verifica e qualità ambientale.

"Sebbene il ripristino degli ecosistemi sia ormai entrato stabilmente nell'agenda politica europea, mancano ancora le condizioni di governance e di finanziamento necessarie per realizzarlo su larga scala. Le raccomandazioni elaborate nell'ambito del progetto ARTEMIS offrono indicazioni politiche concrete per trasformare le ambizioni in azioni, a livello europeo, nazionale, regionale e locale", ha dichiarato Ioli Christopoulou, Direttrice delle Politiche e co-fondatrice di The Green Tank.
"Il ripristino della Posidonia oceanica non può più basarsi su interventi isolati. Per estendere le azioni a tutto il Mediterraneo saranno necessari finanziamenti stabili, una governance coordinata e una più forte cooperazione tra i Paesi della regione, così da condividere competenze, armonizzare gli approcci e garantire il raggiungimento degli obiettivi di ripristino nei tempi previsti", ha sottolineato Arnaud Terisse, Programme Officer per la Biodiversità di Plan Bleu.

"Il ripristino delle praterie di Posidonia oceanica richiede solide basi scientifiche e l'integrazione di strumenti di finanziamento pubblici e privati. ISPRA ha messo a disposizione del progetto la grande esperienza dei propri ricercatori negli interventi di ripristino e ha contribuito a stimare il valore di alcuni servizi ecosistemici forniti dalle praterie, anche in termini monetari. Questo lavoro è fondamentale per costruire strumenti credibili di finanza, come i ‘crediti per la natura’, e rendere possibili interventi di ripristino strutturali, efficaci e duraturi", hanno evidenziato Alessio Capriolo, Barbara La Porta e Tiziano Bacci, responsabili del progetto per conto di ISPRA.

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Note
  • Il progetto Interreg Euro-MED ARTEMIS (Accelerating the Restoration of Seagrass Meadows in the Mediterranean Area through Innovative Ecosystem-Service Based Solutions) ha l'obiettivo di migliorare le tecniche di ripristino delle praterie di Posidonia oceanica, valutare i servizi ecosistemici che esse forniscono e sviluppare strumenti innovativi per integrare il loro valore nei processi decisionali delle politiche pubbliche e degli investimenti. Il progetto è stato realizzato da dieci partner di cinque Paesi europei e mediterranei, coordinati da Plan Bleu, nel periodo compreso tra gennaio 2024 e giugno 2026.
  • Il rapporto "Accelerating Seagrass Restoration and Finance – 15 Policy Recommendations to Turn Ambition into Action" nasce dall'esperienza maturata nei siti pilota del progetto ARTEMIS in Grecia, Italia e Spagna, dove sono stati sperimentati interventi concreti di ripristino delle praterie di Posidonia oceanica: a Creta con il trapianto di 1.300 talee, in Sardegna con 2.000 talee nelle aree degradate dell'Area Marina Protetta Capo Testa – Punta Falcone e a Minorca, dove il progetto contribuisce al recupero di una prateria di 1.800 m² quasi completamente distrutta nel 2010 da una fuoriuscita accidentale di bentonite. A queste esperienze si affianca il sito pilota di Monfalcone, dedicato alla gestione e conservazione delle fanerogame marine dell'Alto Adriatico. Il documento, elaborato da Plan Bleu e The Green Tank con il contributo di tutti i partner di progetto, individua le principali criticità che ostacolano il ripristino delle praterie marine e propone 15 raccomandazioni per trasformare gli obiettivi politici in azioni concrete.Il rapporto completo (qui al link) comprende inoltre un allegato con capitoli dedicati ai singoli Paesi coinvolti (tra cui l’Italia), contenenti risultati e raccomandazioni specifiche per ciascun sito pilota.
  • I risultati del rapporto sono stati presentati durante la Conferenza finale del progetto ARTEMIS, svoltasi a Minorca dall'8 al 10 giugno 2026, e nel corso del Policy Roundtable online "From Meadows to Markets: Advancing Seagrass Restoration and Sustainable Financing", ospitato dall'eurodeputato Dimitris Tsiodras e organizzato da The Green Tank nell'ambito del progetto.
  • La Fondazione MEDSEA, in collaborazione con tutti i partner di ARTEMIS, ha inoltre realizzato un documentario dedicato al progetto e una docu serie che racconta i quattro siti pilota mediterranei, entrambi disponibili online.
  • La Roadmap dell'Unione europea verso i Nature Credits è stata pubblicata il 7 luglio 2025. La sua attuazione da parte della Commissione europea è supportata da un Expert Group on Nature Credits, del quale fa parte The Green Tank, partner del progetto ARTEMIS. Per maggiori informazioni: https://green-forum.ec.europa.eu/green-business/nature-credits_en.

 

 

Per informazioni/materiale/interviste:

Ufficio Stampa ARTEMIS Interreg Euro-MED

Giulia Eremita +39 348 036 0916

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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