
Il potere delle storie

Parallelamente al lavoro di documentarista, porta avanti insieme al fratello diversi progetti dedicati alla conservazione marina, convinto che sensibilizzazione e azioni concrete debbano procedere di pari passo.
Un Mediterraneo che cambiaDopo una vita trascorsa in mare, soprattutto lungo le coste della Sicilia, Spinelli ha osservato trasformazioni sempre più evidenti.
«Molte aree che ricordavo ricche di vita oggi appaiono molto più povere.»
Fondali un tempo ricchi di vita oggi appaiono impoveriti. Tra le principali cause individua la pesca intensiva e quella illegale, che continuano a esercitare una pressione enorme sugli ecosistemi del Mediterraneo.

A questo si aggiunge un altro segnale sempre più evidente: l'aumento della temperatura dell'acqua, che modifica la distribuzione delle specie e altera gli equilibri naturali.
Per il fotografo, questi cambiamenti non sono più eccezioni, ma una nuova realtà che richiede interventi concreti.
«Dobbiamo renderci conto di quanto stia impoverendo il Mediterraneo e quanto sia necessario intervenire con normative più severe e controlli più efficaci.»


L’immagine di una crisi invisibile
Tra le immagini più significative della sua carriera ce n'è una che racchiude perfettamente il rapporto tra attività umane e biodiversità marina.
È la fotografia di un giovane squalo smeriglio catturato accidentalmente e poi rigettato in mare. Un episodio documentato grazie a una segnalazione ricevuta in tempo reale e diventato uno dei momenti centrali del documentario Shark Preyed, dedicato al commercio della carne di squalo in Europa.
«Guardare negli occhi quell'animale, ancora vivo ma ormai condannato, è stato devastante.»

Lo squalo smeriglio è una specie protetta e la sua pesca è vietata in Italia. Eppure, catture accidentali come questa continuano a verificarsi. Per Spinelli quella fotografia racconta una domanda più grande: quante storie simili rimangono invisibili, perché nessuno è lì a documentarle?
Proteggere il mare significa agire
Guardando all'obiettivo globale del 30×30, Spinelli pensa immediatamente a una scena del suo documentario Shark Preyed.
È il momento in cui le uova di gattuccio recuperate accidentalmente nelle reti da pesca vengono curate dalla Fondazione Oceanogràfic di Valencia fino alla schiusa e, successivamente, i piccoli squali vengono liberati all'interno di un'Area Marina Protetta.
Per lui quella liberazione rappresenta il futuro che dovremmo costruire: più Aree Marine Protette, una tutela più efficace e una maggiore responsabilità collettiva verso gli oceani.
«Abbiamo assolutamente bisogno di proteggere più mare, e dobbiamo farlo adesso.»


Foto e intervista a cura dell’autore Marco Spinelli per la Fondazione MEDSEA.
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