
“L’obiettivo – ha dichiarato l’assessora Laconi – è quello di avviare una riflessione condivisa e partecipata sulla normativa esistente, condividendo strumenti e competenze diverse per creare una rete che permetta alle aree protette di essere non solo spazi tutelati, ma motori di sviluppo per le comunità che le abitano”.
"La salvaguardia della natura è, in ultima analisi, la salvaguardia di noi stessi. - continua l’assessora - Proteggere il nostro ambiente naturale e umano significa proteggere la nostra salute, la nostra cultura e la nostra stessa esistenza."
Una rete regionale per la tutela e lo sviluppo
Il confronto ha fatto emergere con forza l’urgenza di costruire una rete ecologica regionale in grado di superare la frammentazione normativa e operativa, armonizzare le governance esistenti e rafforzare la capacità delle aree protette di rispondere alle sfide ambientali e sociali.
Tra i temi affrontati: la necessità di una nuova legge regionale sulle aree protette, la valorizzazione dei servizi ecosistemici, il monitoraggio coordinato della biodiversità, la co-progettazione con le comunità locali, la gestione dell’overtourism, l’educazione ambientale e la promozione del turismo sostenibile.
Non meno centrale è stata la riflessione su strumenti condivisi di programmazione economica, gestione del personale, formazione e comunicazione. I partecipanti hanno ribadito il ruolo fondamentale della Regione Sardegna nella definizione di una strategia unitaria che dia coerenza alle politiche di conservazione, gestione attiva e sviluppo locale.
Dall’incontro è emersa una visione del parco come infrastruttura territoriale a tutto tondo: non solo contenitore di biodiversità, ma spazio dove si sperimentano nuove forme di relazione tra ambiente, economia e comunità. Centrale il tema del coinvolgimento attivo dei cittadini, delle imprese e degli operatori economici in una logica di corresponsabilità e valore condiviso.







Con la recente istituzione dell’Area Marina Protetta di Capo Spartivento, la Sardegna raggiunge il numero di sette Aree Marine Protette, per un totale di 133.000 ettari di mare tutelato. Insieme alla Sicilia, è la Regione italiana con la più ampia superficie marina protetta.
Un patrimonio straordinario che conferma il potenziale dell’isola nel diventare un modello di innovazione ecologica e co-sviluppo, a condizione che possa contare su strumenti normativi, organizzativi e finanziari adeguati.
Il Forum ha rappresentato un primo passo concreto per costruire questo percorso condiviso.
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