Si è tenuto presso il Ros'e Mari Hotel di Oristano il workshop regionale del progetto europeo DesirMED, un incontro che ha riunito istituzioni, centri di ricerca e portatori di interesse locali attorno a un tema cruciale: come adattare le coste sarde ai cambiamenti climatici in atto.
La giornata ha offerto uno spazio di dialogo strutturato tra soggetti molto diversi — enti regionali, amministrazioni locali, operatori del settore costiero e balneare, associazioni, CEAS, università e centri di ricerca — accomunati dalla necessità di rispondere in modo coordinato alle pressioni che il cambiamento climatico esercita sui sistemi costieri e marini della Sardegna.
Erosione costiera, gestione dei sedimenti, alterazione degli ecosistemi marini: sono queste le principali criticità emerse nella sessione mattutina, dedicata alla presentazione dello stato di avanzamento del progetto e delle azioni pilota in corso sull'isola.
Dalla visione all'implementazione: i tavoli partecipativi
Nel pomeriggio il lavoro si è fatto più operativo: attraverso tavoli tematici, i partecipanti hanno contribuito alla costruzione di percorsi di adattamento concreti, con l'obiettivo di integrare le Nature-based Solutions nei processi di pianificazione costiera e nelle politiche locali.
I portatori di interesse sono stati coinvolti nella definizione delle possibili azioni, ma anche le barriere e opportunità per rendere reali i 3 “futuri desiderati” per la regione Sardegna.
Si è parlato infatti di:
- Come garantire che le strategie di adattamento si traducano efficacemente in decisioni di pianificazione e di progetto in cui il focus sia quello di rendere le NBS la corsia preferenziale per l’azione sulle coste;
- come è possibile comunicare la sostenibilità e sensibilizzare l'opinione pubblica sugli ecosistemi costieri, fluviali e lacustri e sul loro valore ecologico
- come potenziare le capacità scientifiche e tecniche delle amministrazioni pubbliche, tenendo conto delle interconnessioni tra i sistemi costieri, fluviali e lacustri e come partire dal basso con la sensibilizzazione delle nuove generazioni.
La sfida è ambiziosa: superare il divario tra la sperimentazione scientifica e l'applicazione reale nei territori, rendendo le soluzioni basate sulla natura non solo efficaci, ma anche replicabili su scala regionale.
In questo processo, MEDSEA ha tradotto il lavoro di elaborazione delle visioni, degli obiettivi e delle azioni svolto nei mesi scorsi dall’intero cluster, in un percorso guida strutturato, fornendo agli stakeholder gli elementi, gli spunti di riflessione e gli input necessari per orientarsi nei tavoli di discussione e avviare in modo consapevole il lavoro di costruzione dei percorsi di adattamento.
L'approccio multilivello e integrato che ha caratterizzato l'incontro riflette esattamente la complessità della sfida: non esiste una risposta unica al cambiamento climatico nelle aree costiere, ma è possibile costruire percorsi condivisi, radicati nei contesti locali e capaci di generare impatti duraturi.
Un percorso in tre tappe
Il workshop di aprile si inserisce in un cammino avviato con il primo incontro sempre ad Oristano nel 2025. Un terzo appuntamento è già in programma e avrà il compito di validare e consolidare i percorsi di adattamento sviluppati, trasformando le proposte emerse in strumenti operativi per il territorio.
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