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Economia Circolare, soluzioni circolari in Sardegna: da un'App per combattere lo spreco alimentare all'usato

37 sono i chili che ogni abitante della Sardegna dovrebbe fare a meno di produrre come rifiuto entro il 2022. Soluzioni per "alleggerirsi" e iniziare a pensare in modo Circolare nel convegno del 3 Maggio di MEDSEA “Circolarità in Sardegna, dai modelli di produzione e gestione al consumo intelligente di cibo e beni di uso quotidiano”
Ai tempi di pandemia sono diverse le realtà e le soluzioni nate e adottate dai cittadini per far fronte allo spreco in Sardegna: dal cibo ai beni di prima necessità come l’abbigliamento, passando per arredo, pc e bici. 
Perché se è vero che la Sardegna, secondo gli ultimi dati Ispra, risulta più virtuosa sulla raccolta differenziata, con il 73%* di rifiuti smaltiti sul totale e 452Kg prodotti pro capite, seconda regione d’Italia dopo il Veneto (75%), contro una media nazionale che si ferma al 61,28%, è anche vero che l’obiettivo regionale di portare a 415Kg i rifiuti prodotti a persona entro il 2022 è ancora lontano. Così come la produzione di organico che supera la media nazionale. Con il 44,70% sul totale differenziato, contro il 39,68% della media nazionale, la Sardegna è tra le regioni che producono più rifiuti umidi (148Kg), con 27 Kg in più rispetto alla media nazionale. Inoltre, in alcuni comuni, soprattutto costieri, la produzione pro capite di spazzatura, seppur differenziata, supera la media regionale per arrivare a oltre mezza tonnellata di rifiuti prodotti a persona, come a Pula, Villasimius, Castiadas, Stintino, Aglientu, San Teodoro, Trinità d’Agultu e Vignola, Golfo Aranci e Palau.
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Due quindi le criticità principali: ridurre il carico soprattutto nei comuni costieri e ribilanciare la percentuale di organico, soprattutto per ciò che riguarda lo spreco alimentare. “Affrontare il tema dei rifiuti come risorsa economia in un modello circolare aiuta a trovare le soluzioni all’interno dello stesso problema - spiega Vania Statzu, vicepresidente di MEDSEA – adottare modelli di produzione più efficiente e consumo più circolare, capace di autorigenerarsi, è la chiave; in questi mesi stiamo osservando molti cambiamenti in questa direzione”. 
Negli ultimi 12 mesi sono state diverse le soluzioni adottate e proposte da aziende e realtà sarde per migliorare questi dati e consentire la rimessa in circolo degli alimenti invenduti piuttosto che di beni primari come abbigliamento o mezzi, come le bici.  Nel caso di Too Good To Go, azienda danese, sbarcata in Italia da poco più di un anno e in Sardegna, a Cagliari, da qualche mese, lo spreco alimentare si combatte con una app che consente agli esercenti dal piccolo commercio alla grande distribuzione alimentare, di rimettere in circolo l’invenduto con l’ausilio delle “Magic box”. L’utente prenota la sua busta che riporta, a sorpresa, le rimanenze del giorno (a un terzo del prezzo a cui vengono normalmente vendute), evitando che vengano buttate; l’esercente recupera i costi. Un rapporto win-win che ha già coinvolto numerosi imprenditori in Italia e diverse attività a Cagliari, tra cui la rete di panetterie Porta 1918. 
“Il cliente tipo che acquista le giacenze non è solo, come si potrebbe pensare, un utente con bassa capacità di spesa – racconta Riccardo Porta, proprietario della catena di panifici Porta 1918 – al contrario, si tratta spesso di persone con un reddito medio o alto e con una certa sensibilità verso l’ambiente. Chiaramente abbiamo anche gli studenti fuori sede, che però in questo momento non sono il grosso. Sarà interessante portare il servizio anche in paese”. 
Lato beni, come abbigliamento o arredi essenziali per la casa, due realtà sarde stanno registrando particolare interesse nel periodo. La prima è team reuse, progetto di tre amiche cagliaritane, Sara, Elena e Michela, che hanno reso virtuale su instagram e Depop un armadio collettivo di capi usati, dalle giacche alle magliette, a cui danno nuova vita, arrangiandole quando serve con ago e filo. “Prima della pandemia avevamo l’abitudine di incontrarci e scambiare abiti usati tra amici, - racconta Sara Sainas del team reuse - con la pandemia non è stato più possibile e abbiamo aperto l’armadio virtuale online e invitato tutti a scambiare così i propri capi usati. I capi più importanti li vendiamo, talvolta li riarrangiamo in modo creativo”.  La seconda è il Centro di riuso gestito dall’associazione Domus Oristano e guidato da Luisanna Usai, all’interno del quale è stato attivato in questi mesi un servizio dedicato anche alle giacenze alimentari “No SprecOR”. In 700 mq di capannone, il Centro di riuso, adiacente all’Ecocentro di Oristano, raccoglie oggetti e materiali, dall’abbigliamento all’arredo, passando per l’elettronica, che sistema e riaggiusta in officina mettendoli poi a disposizione delle persone più bisognose o di chi è in cerca di usato. 
“Le stesse persone che abbiamo aiutato in passato spesso decidono di donare il proprio tempo e le proprie abilità manuali per dare una mano in officina – racconta Gigi Piredda – e questo ha un impatto non solo ambientale, ma anche sociale”. 
Nel dibattito online “Circolarità in Sardegna, dai modelli di produzione e gestione al consumo intelligente di cibo e beni di uso quotidiano” hanno partecipato Pierluigi Simmini, dell’area manager del Centro Sud Italia di Too Good To Go, Riccardo Porta di Porta 1918, Sebastiano Mundula de La Ciclofucina, Sara Sainas di team reuse, Luisanna Usai e Mario Luigi Piredda del Centro di Riuso Domus Oristano ed Emanuele Spanò di Coldiretti Oristano.  


Sui dati della produzione di rifiuti a cura di Vania Statzu ed Emanuele Spanò di Coldiretti Oristano rivedi qui: 


Sull’esperienza di Too Good To Go e delle panetterie Porta per combattere lo spreco alimentare rivedi qui:
 


Sulla realtà Centro di Riuso di Oristano per “rimettere in piedi le persone per rimettere in circolo per cose”, rivedi qui: 

*Dati Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) "Rapporto Rifiuti Urbani 2019" 

Foto copertina:
Foto Panetterie Porta
Foto Centro di Riuso Oristano
Foto Grafiche team reuse
Foto Ciclofficina Cagliari

 

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