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Plastic Hunt fa tappa al Poetto con Sofia Bonicalza

Piccolo, grande successo per il clean up organizzato il 9 ottobre dalla fondazione MEDSEA in occasione del Sardina Grand Slam, tappa cagliaritana del Campionato Mondiale di Kite surf, all’interno delle iniziative per l’ambiente “Give SEA a chance”. Il clean up ha coinvolto i giovanissimi alunni della scuola primaria I Pini, che ci svelano come educazione civica e rispetto ambientale inizino da piccoli e possano rivelarsi molto divertenti. A guidare le attività è stata Sofia Bonicalza, 23 anni, campionessa di atletica leggera e biologa marina, nonché ambasciatrice MEDSEA.

Nonostante la giovane età Bonicalza è impegnata da tempo in iniziative ambientaliste. Un esempio è la Run For Oceans Challenge voluta da Adidas a supporto del Global CleanUp Network di Parley: correre per diffondere l’SOS dell’impatto ambientale della plastica,

La “chiamata alla bellezza” è cominciata nel 2019 alla Maddalena, proprio in Sardegna, quando Sofia ha cominciato a raccogliere rifiuti abbandonati lungo spiagge e nel mare. Da qui è nata l’idea di dar vita al progetto Plastic Hunt, un evento globale di pulizia del mare e delle spiagge. Una divertente caccia al tesoro ma anche una sfida consapevole: il tesoro in realtà non è la spazzatura trovata, ma la spiaggia pulita. Plastic Hunt nasce dall’esigenza di conciliare le operazioni di clean up con le restrizioni date dalla pandemia di Covid 19.

I partecipanti lavorano a gruppi piccolissimi e perseguono la gara in maniera del tutto virtuale. Dopo aver raccolto quanta più plastica possibile, vengono coinvolti in prove divertenti come la creazione di sculture attraverso i rifiuti raccolti. Il tutto si svolge a distanza, deve essere documentato tramite foto e video, con la sola regola che siano in qualche modo artistici o comunque singolari. Il materiale multimediale viene poi caricato sulla piattaforma, dove verrà pubblicato il verdetto dei giudici. Il primo anno l’iniziativa ha contato 183 team da 65 paesi diversi ed è stata supportata da varie ong e fondazioni, tra cui MEDSEA, di cui Sofia è ambasciatrice.

L’evento del 9 ottobre si è svolto in modo simile: i bambini si sono divisi in piccole squadre e hanno cooperato per raccogliere i rifiuti trovati sulla spiaggia e sulla riva del mare. Infine, è stato insegnata loro l’arte dello smaltimento e della tutela tra giochi, quiz e staffette. La giovane attivista non solo organizza conferenze nelle università e nelle scuole trattando coi ragazzi il problema ambientale, ma si mette all’opera regalando loro preziose lezioni pratiche di rispetto e tutela ambientali, continuando sulla scia della domanda fondamentale, “cosa posso fare?”. Rispondere con l’azione alla chiamata della bellezza.

Credits  © Entùla Festival | Stefano Mattana

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