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Avviato ufficialmente il progetto CRESO per la gestione del rischio costiero nel Mediterraneo

Il progetto CRESO è stato ufficialmente avviato il 21 novembre con una conferenza di presentazione a Genova, nella sala Polivalente della Chiesa di San Salvatore. All’incontro hanno partecipato tutti i partner e i rappresentanti degli enti territoriali coinvolti.
Finanziato dal Programma Interreg Italia–Francia Marittimo, CRESO riunisce l’Università di Genova, ISPRA, CEREMA per la Regione PACA, SIGMA per la Liguria, MEDSEA per la Sardegna e l’AUE per la Corsica, con l’obiettivo comune di sviluppare conoscenze e strumenti innovativi per comprendere e gestire il rischio costiero legato ai cambiamenti climatici nelle aree più esposte del programma.

L’impianto del progetto si sviluppa lungo tre direttrici complementari. La prima riguarda la modellazione degli eventi estremi marino-costieri: si lavorerà su simulazioni ad altissima risoluzione per analizzare mareggiate, onde estreme e l’innalzamento del livello del mare, approfondendo in particolare i processi di inondazione e il ruolo delle banquette di Posidonia spiaggiata nella protezione delle spiagge (vedi la campagna di MEDSEA Una foresta marina per salvare il pianeta). La seconda direttrice riguarda la valutazione della vulnerabilità e del rischio, adottando metodologie calibrate sui diversi contesti territoriali, dalle zone fortemente antropizzate ai tratti costieri a maggiore naturalità. La terza consiste nella trasformazione dei risultati scientifici in strumenti operativi per la gestione del territorio, sviluppati insieme agli enti competenti per garantirne l’effettiva applicazione a scala locale.
 
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Manuela Puddu, responsabile del progetto CRESO per MEDSEA, al kickoff di Genova del 21 novembre.
CRESO punta alla costruzione condivisa di protocolli di gestione del rischio costiero che integrino misure di mitigazione e adattamento agli impatti climatici, soluzioni basate sugli ecosistemi e linee guida utili alla pianificazione territoriale. L’obiettivo è ridurre la vulnerabilità di persone, infrastrutture ed ecosistemi e promuovere pratiche di gestione più efficaci e sostenibili lungo le coste.
MEDSEA che da tempo si occupa di rischio costiero (vedi Il coastal risk index) sarà coinvolta trasversalmente in tutte le attività e coordinerà i partner impegnati nella definizione dei protocolli di gestione nei diversi territori.  In Sardegna, l’organizzazione guiderà gli studi dedicati al sito pilota individuato nella Città Metropolitana di Cagliari, lavorando su tratti costieri selezionati insieme agli enti territoriali. Le analisi riguarderanno le aree più esposte agli impatti climatici e saranno sviluppate attraverso un percorso partecipato, costruito sul territorio e in dialogo diretto con comunità locali e operatori economici.

 

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