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Tributo ai Manowar: il metal urla per l'ambiente

“Fratelli e sorelle del vero metal, se apprezzate il mondo in cui vivete, l’aria che respirate, il cibo che mangiate e l’acqua che bevete, supportate la Fondazione MEDSEA andando al concerto di beneficienza dove si suonerà per voi il trionfo dell’acciaio, guerrieri del metal! Donate per salvare gli ecosistemi e il pianeta in cui viviamo. Vero metallo!”. Non poteva esserci endorsement più autorevole per “A tribute to Manowar- Tutti suonano per la Fondazione MEDSEA”, il concerto che ha avuto luogo sabato 11 gennaio al Cueva Rock di Quartucciu. David Shankle, storico chitarrista di una della band metal più famose al mondo, saluta la lontana iniziativa con un video che lo ritrae fra le casse e le locandine del suo studio. Non è solo: i video di supporto sono arrivati anche Ross the Boss e Kenny Rhino Earl, anch’essi celebri componenti del gruppo.

“Delle persone davvero umili” racconta nello spazio esterno del Cueva Stefano Galeano, uno dei cantanti, o meglio degli “urlatori” che di qui a poco prenderanno parte all’esibizione. Sul palco gli strumenti si armonizzano sulle note della celebre “Carry on”. Il quinto album della sua band “Icy Steel” è un tributo alla storia dei grandi popoli antichi, dai sardi agli indiani d’America, passando per egizi, romani, mongoli e celti: “Guest on earth, è stato costruito per lanciare un messaggio contro il razzismo. Nei dieci pezzi che lo compongono abbiamo coinvolto trenta artisti. Fra loro c’erano anche i tre grandi strumentisti dei Manowar. Siamo riusciti a raggiungerli e si sono prestati senza problemi. Certi temi sono universali. Siamo tutti ospiti sulla terra”.

“È il terzo concerto di beneficienza che facciamo” spiega Alessio Melis, organizzatore dell’evento. Precedentemente il denaro raccolto è stato devoluto a Emergency e Grigio Azzurra, una casa di cura di Serdiana. Fra poco più di un’ora musicisti provenienti da dodici formazioni cagliaritane suoneranno 24 pezzi, suddivisi in quattro. Poi tutti sul palco per il gran finale con ‘Battle Hymn’…che probabilmente aprirà la strada ad altra musica. Una splendida idea quella di destinare i fondi alla fondazione MEDSEA. Merito di Andrea Alvito”.

“L’anno scorso abbiamo riunito 150 persone provenienti da tutta la Sardegna e raccolto 600 euro. Insieme alla fondazione decideremo poi come utilizzare i fondi. Potrebbe essere un clean-up, o l’acquisto di strumenti per la raccolta, o un video che promuova la tutela dell’ambiente” spiega Alvito, biologo specialista nel fenomeno dei rifiuti in mare, collaboratore di MEDSEA, e chitarrista metal.

“Canterò Sign of the Hammer, The Power e Battle Hymn” annuncia Giuseppe Siena, co-organizzatore dell’evento. “È bello pensare che un concerto di cover possa esser utile alla collettività. Il metal ospita spesso, come nella letteratura fantasy, il tema del rapporto fra uomo e natura. Speriamo che negli anni questo diventi un appuntamento fisso e importante”.

Sul palco Giuseppe e Stefano cantano e urlano come promesso. In platea gli spettatori accompagnano i ritmi cadenzati o furibondi dei pezzi, fra la dance delle luci e del fumo di scena. Alla fine della serata verranno raccolti 870 euro. “Una splendida atmosfera di allegria, che negli anni sta diventando un rituale capace di aggregare molti appassionati metal, che arrivano perfino da Sassari. È un genere il metal che andava soprattutto negli ’80 e ’90. Queste riunioni hanno anche il giusto tocco nostalgico” racconta Paola dopo il concerto. “Seguo spesso le iniziative di Andrea, e non solo quelle musicali. Ero con MEDSEA anche per il grande clean-up #Puliamolasella. È importante che il metal possa veicolare un messaggio così nobile, aiutare anche concretamente iniziative di tutela ambientale”.

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