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“Abbiamo aperto ai primi di aprile. La distribuzione sarebbe dovuta durare solo per il periodo di quarantena. Poi è venuto maggio. Ora stiamo immaginando di continuare anche a giugno. Poi chissà”, dice Alessandro Cao, mentre la squadra dei volontari da lui coordinata gira insieme al meccanismo perfetto del centro di distribuzione viveri della fiera di Cagliari, gestito dalla Caritas e nato per sostenere tutti coloro che per sfuggire alla pandemia sono affondati nell’indigenza.

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Un paradiso perduto, diviso nell’incidenza dei rischi fra nord e sud. È quanto emerge dall’ultimo rapporto del MedECC (il network che riunisce gli esperti mediterranei sui cambiamenti climatici e ambientali), “Risks associated to climate and environmental changes in the Mediterranean region”.

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Finanziato dall'ENI CBC Med Program, il progetto MedArtSal unisce le forze di quattro paesi del Mediterraneo (Italia, Spagna, Tunisia e Libano) per definire nel contesto Mediterraneo un modello di gestione sostenibile che rilanci le saline artigianali.

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Nel mondo greco l’epidemia è legata nel profondo all’assedio. L’immagine archetipica è offerta dalla peste narrata da Tucidide (La guerra del Peloponneso II 49-57). Nel 430 a.C. gli Spartani imperversano nelle campagne dell’Attica e i cittadini di Atene si rinserrano all’interno delle mura cittadine, mentre la flotta contrattacca via mare. L’equilibrio, tragico marchio di un conflitto che sancirà l’inizio della fine di una civiltà, sembra resistere.

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"Evidentemente gli uomini erano talmente imbevuti di se stessi da non riuscire a immaginare che qualcuno potesse averne abbastanza di loro, di vederli, di sentirne l'odore, e andasse a vivere fra gli elefanti semplicemente perché non esiste al mondo compagnia migliore". Romain Gary racconta così Morel, protagonista di “Le radici del cielo”, romanzo del 1954.

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“Con questo studio dimostriamo che le gli abitanti di aree ad alto tasso di inquinamento sono più soggette a sviluppare condizioni respiratorie croniche favorevoli agli agenti infettivi. Inoltre, una prolungata esposizione all’inquinamento atmosferico conduce a uno stimolo infiammatorio, perfino nei soggetti giovani e sani. Concludiamo che l’alto livello di inquinamento nel Nord Italia dovrebbe essere considerato un fattore addizionale nell’alto livello di letalità riscontrato in quell’area”.

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“Uno dei più importanti fallimenti di mercato è il danno ambientale conseguente all’impatto che ha l’uomo sulle risorse di proprietà comune e libero accesso. Al fine di aumentare l’efficacia degli strumenti previsti per la tutela della diversità biologica sarà necessaria un’azione decisiva a scala, dalla locale alla globale”. Non potrebbero esistere conclusioni più appropriate per un tempo in cui le deforestazioni espongono l’uomo a virus prima custoditi dall’integrità degli ecosistemi.

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