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Due chiacchiere con Vania Statzu, economista ambientale e vicepresidente della Fondazione MEDSEA, in occasione di Blue Waves, l’evento MEDSEA dedicato all’economia circolare per il mare e l’ambiente in Sardegna, quest’anno dedicato ai cambiamenti climatici e alle misure e tecnologie di adattamento delle imprese, che si è svolto lo scorso 30 settembre a Cagliari. 

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È una panchina speciale quella che è stata posizionata lo scorso venerdì nello spazio Nieddittas in Piazza Caduti Sul Lavoro a Terralba. La base segue una ricetta unica con una miscela di cemento, gusci di cozze macinate ad integrazione di sabbia, e sfridi delle cave di marmo di Orosei. Le doghe sono state realizzate dagli scarti di produzione di Nieddittas

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Dopo un’attenta fase di studio e preparazione, il progetto ENSERES, di cui la Fondazione MEDSEA è parte, inizia ad operare concretamente nei due siti pilota di Sfax e Tyre. Grazie ai finanziamenti forniti dal progetto ENI CBC MED, sono state selezionate diverse azioni che consentiranno alle organizzazioni della società civile locale di promuovere la gestione e lo sviluppo sostenibile delle SPAMI

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Blue Waves, il primo evento per l'economia circolare per il mare e l'ambiente in Sardegna, edizione 2022, è a Cagliari il 30 Settembre. 
Questa edizione ADAPT.Action è dedicata ai cambiamenti climatici e alle soluzioni di adattamento, ancora una volta con il contributo tecnico di Blue Community, il network di imprese MEDSEA impegnate per il mare e l’ambiente e il contributo della fondazione MEDSEA. 

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Le zone umide sono una delle risorse ambientali più importanti del nostro pianeta in quanto serbatoi di biodiversità e produttività naturale. Le Saline di Carloforte, tra queste, ospitano alcune delle più importanti rarità avifaunistiche della Sardegna, che tuttavia sono in pericolo, soprattutto durante il periodo di nidificazione, a causa dei disturbi di tipo antropico e della presenza di animali randagi. 

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A Marsala, in Sicilia, sono terminati con successo i lavori finanziati dal progetto MedArtSal. Ora gli oltre 500 metri delle arginature tradizionali sono accompagnati da 5.000 nuovi blocchi di tufo locale, e circa altri 5.000 sono stati recuperati nelle operazioni di ripristino trovandosi ancora in buono stato. In questo modo la sezione dell’argine è stata resa più stabile. 

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